Assemblea Regionale 2010 - Verbale Assemblea

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VERBALE

 

DELL’ASSEMBLEA REGIONALE PIEMONTESE DEL 30 MAGGIO 2010

 

 

 

Tenutasi  il giorno 30 Maggio 2010 presso il Centro Famiglia della Parrocchia di Buttigliera Alta, via Rosta 14 con il seguente programma/Ordine del giorno:

 

 

 

-ore  8,45    accoglienza

 

-ore  9,30    preghiera, nomina presidente e segretario dell'assemblea   

 

-ore 10,00 intervento dell'on. Savino Pezzotta “Lavoro: un bene o un problema?”, a seguire dibattito

 

-ore 12,15   S. Messa

 

-ore 13,30   pranzo

 

-ore 15,00   assemblea regionale deliberante

 

 

 

L'assemblea delibererà su:

 

·                     relazione del segretario

 

·                     Assistente Ecclesiastico Regionale

 

·                     mozione “sostegno partecipazione agli eventi formativi”

 

·                     approvazione bilancio consuntivo 2009 e preventivo 2010

 

·                     assemblea nazionale: presentazione candidature

 

·                     delegati all'assemblea nazionale

 

·                     proposta regionale di formazione

 

 

 

Al termine spazio per le comunità come da delibera del  consiglio regionale: le comunità che intendono presentare  una esperienza particolarmente significativa sul tema regionale  debbono avvisare il segretario regionale.

 

 

 

Le comunità porteranno cartelloni che illustrino il lavoro svolto sul tema regionale.

 

 

 

-ore 17,30   preghiera conclusiva e termine dell'assemblea

 

 

 

 

 

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Sono presenti 99 Adulti Scout piemontesi deleghe comprese su 264 iscritti al MASCI PIEMONTE per cui è superato il quorum necessario (80 partecipanti) e l’Assemblea è pertanto valida.

 

 

 

Viene nominato Presidente Vilma del Torino 3 e Segretario Mario del Torino 2 e scrutatori Paola e Vanna.

 

 

 

Il Segretario regionale Mauro introduce la riunione e presenta il sindaco di Buttigliera Alta che saluta i convenuti e augura un buon lavoro.

 

 

 

Vilma ringrazia della sua nomina a Presidente dell’Assemblea  e dopo un preghiera presenta Andrea, Responsabile regionale AGESCI, che ringrazia, e ricorda la sempre più proficua collaborazione tra AGESCI e MASCI , ricorda anche il Protocollo firmato tra le due associazioni in riferimento al progetto Burkina-Faso, Lavorare per fare insieme, dice Andrea, non tanto per fare convegni , ma per agire comunitariamente. In Piemonte si è già su questa linea; introduce poi i temi del progetto di lavoro AGESCI nei prossimi anni e ricorda che il Consiglio Generale AGESCI ha parlato di “lavorare facendo” tra MASCI e AGESCI. Si impegna inoltre alla presentazione del MASCI agli associati AGESCI piemontesi.

 

Viene presentato l’onorevole Savino Pezzotta, ospite della giornata, ed il tema della sua relazione: “Lavoro, un bene o un problema?”.

 

 

 

L’on. Pezzotta parla quindi sul suo tema:

 

“Il lavoro è un bene o un problema?, tutti e due, ma in continua evoluzione. Solo che ora la crisi sta modificando i parametri. Si fa fatica a presumere cosa succederà. Sicuramente non torneremo come prima.

 

Si dice che la crisi sta per essere superata, ma sarà tutto totalmente diverso.

 

Qualcuno dice che la crisi è provocata da elementi speculativi, ma se pensiamo al problema Grecia,  piccolo paese, ci si mostra davanti un grosso campanello di allarme.

 

L’Europa fatica a contrastare e a prender decisioni. Il FMI è intervenuto in ritardo. Vi è inoltre la previsione che il prossimo presidente del FMI sia un cinese. Vi sono quindi dei grossi cambiamenti, ma il nostro paese è preparato a questi cambiamenti?

 

I tempo è l’uscita dalla crisi non sono prevedibili, e non si può pensare che tutto si assesti in breve tempo.

 

Nel nostro paese il PIL cresce poco,sono quindi tempi difficili e molte aziende sono in difficoltà.

 

Riguardo alla Cassa Integrazione, sta diminuendo quella ordinaria ment5re aumento molto quella straordinaria e quella in  deroga. Guardiamo la crisi solo riferendoci all’occupazione ed alla disoccupazione.

 

Ma se guardiamo il mondo, non è che vada meglio.

 

Dobbiamo vedere il peso che questa crisi ha verso i paesi poveri, dobbiamo pensare che un sesto della popolazione mondiale non ha cibo a sufficienza. L’ILO dice che ogni giorno 200.000 lavoratori cadono in difficoltà.

 

Vi sono grossi cambiamenti nei paesi emergenti, come l’India. Il Brasile, l’Indonesia e altri, che stanno trascinando l’economia mondiale.

 

L’impatto della crisi sull’occupazione è stato negli USA maggiore che nell’Unione Europea. Ormai la disoccupazione negli Stati Uniti è simile a quella europea.

 

E l’Italia? L’ultimo rapporto ISTAT è impietoso. Il tasso di disoccupazione italiano è più basso della media europea, ma stanno aumentando i senza lavoro, vi sono molte persone, specie donne, specie nel sud, che non si presentano più nel mercato del lavoro; la disoccupazione giovanile è alta (25%), molto più alta della media europea, crescono i disoccupati di lunga durata. Il calo dell’occupazione italiana riguarda specialmente le professionalità qualificate e tecniche. Vi è un forte sottoinquadramento, il tasso di occupazione femminile è praticamente il più basso d’Europa (46%), specialmente per le diplomate, solo le laureate raggiungono la media europea.

 

Vi sono difficoltà per le donne con i figli, avere figli diventa un handicap.

 

Parliamo di parità, ma non esiste, anzi la crisi aumenta le difficoltà.

 

Ora vi è una riarticolazione delle modalità del lavoro.

 

In effetti la generazione del dopo guerra è stata fortunata: niente guerre, un minimo di lavoro, ma cosa sarà per i nostri figli?, cosa avranno?

 

Parlando di lavoro bisogna cercare di cogliere l’aspetto umano del disoccupato che spesso si vergogna, del cassaintegrato che si chiede perché lui e non un altro, dei piccoli imprenditori che sono in difficoltà e arrivano anche al suicidio.

 

Credo che le cose più interessanti sotto questa prospettiva, siano alcune iniziative che le chiese hanno messo in piedi.

 

A fianco delle questioni economiche vi deve essere un sostegno umano.

 

“Caritas in Veritatis”: il problema delle relazioni umane.

 

Vi è il problema dei giovani che entrano sempre più tardi nel mercato del lavoro. Altro problema: la professionalità manuale.

 

Vi sono milioni di giovani, dai 18 ai 30 anni, che vivono ancora con i genitori. Almeno un terzo sono studenti, il 42% lavora, ma non esce dall’ambito paterno: è lo specchio della paura ad entrare nell’ambito sociale, ma uno su cinque non lavora né studia, e molti più nel sud che nel nord.

 

In Italia si parla poco della disoccupazione giovanile perché non ha un forte impatto sociale perché vi sono risorse in casa, ma questo modo di agire è molto pericoloso. Vi saranno grossi problemi in futuro, il giovane avrà meno fiducia in se stesso.

 

Bisogna quindi far emergere il problema giovanile come tema portante, E’ la questione del futuro!

 

La cassa integrazione è stata ed è utile, ma è alta. Se oggi alle ore di cassa integrazione sommassimo i disoccupati, il nostro tasso di disoccupazione arriverebbe ad oltre il  12% al posto dell’8% attuale.

 

Altro dramma: i licenziamenti dei lavoratori anziani.

 

Il tessuto produttivo italiano è per la maggior parte fatto di piccole imprese.

 

Il lavora sta diventando sempre più flessibile.

 

Altro problema: le donne: sono penalizzate specie per le gravidanze, la gravidanza diventa un problema sul posto di lavoro.

 

Siamo un paese vecchio.

 

Abbiamo bisogno degli stranieri giovani.

 

Un paese che non si rigenera con nove generazioni tende ad afflosciarsi, a declinare.

 

Inoltre la crisi sta incidendo fortemente sui redditi familiari. Si stanno riducendo i consumi essenziali, diminuisce quindi la voglia di figli.

 

I problemi del nostro paese non è solo quello relativo alla produzione o all’economia, ma anche quello dei giovani che non vengono considerati un problema. Siamo invece responsabili verso le nuove generazioni,sul fronte della formazione, sul fronte del passaggio dalla scuola al lavoro. Non dobbiamo dimenticare che un paese si rinnova se la qualità della formazione si rivaluta. E’ la qualità delle risorse nuove che porta innovazione

 

Il nostro compito è quello di portare al centro del dibattito pubblico il tema del lavoro, del suo senso, del suo significato.

 

Il lavoro è essenziale alla natura umana, senza lavoro l’uomo non progredisce E’ il lavoro che relazionagli uomini tra di loro, è il grande tema della solidarietà.

 

Questa crisi ci insegna che la ricchezza che produce benessere è quella della cooperazione, il lavoro quindi diventa essenziale per costruire.

 

Bisogna recuperare l’economia civile, che nasce dalla dimensione della povertà intendendo diversamente i rapporti tra gli uomini.

 

Nell’economia politica classica si pensa solo al profitto, al guadagno, ma non è vero, anche quando faccio un regalo faccio economia, anche il no-profit è economia.

 

Occorre integrare nel capitalismo questa nuova forma di economia.

 

“Caritas in Veritatis”: fraternità, dono, il Papa ci indica dei percorsi che dovrebbero aiutarci a cambiare le cose.

 

Facciamo tanti dibattiti su “Caritas in Veritatis”, ma non li traduciamo in cose concrete.”

 

 

 

Vengono poste all’on. Pezzotta alcune domande:

 

Giancarlo: Come deve essere il cambiamento rispetto al capitalismo? Vi sono persone che, in pensione, si dedicano al no-profit, ma come inserire ciò autonomamente?

 

Marina: Da un questionario è emerso un certo sconforto verso il sindacato, perché?

 

Giovanni: Vi è il problema della trasformazione del lavoro verso l’industrializzazione,Non è più uin rapporto con il padronato. Che prospettiva vi è per ridare dignità al lavoro?

 

Bruno: Per lei, on. Pezzotta, il lavoro è un bene o un problema?

 

Adalgisa: Sono una precaria. Come si può mettere insieme la precarietà con i valori più alti? I bambini come diventeranno adulti?

 

Sergio: Un’osservazione, si è detto che la formazione è importante,ma la scuola italiana è allo sfacelo, specie nelle materie scientifiche. Ma fare formazione fa a pugni con una dimensione edonistica della scuola attuale.

 

A questa prima serie di quesiti risponde l’on Pezzotta:

 

“Non penso ad una uscita dal capitalismo perché si è dimostrato un sistema che funziona, pur con cose negative. Ma non solo capitalismo, non solo statalismo, ma la possibilità di creare nuove forme di economia.

 

Credo di più nella possibilità di creare spazi e forme di economia né statali né capitalistiche, mutualità ad esempio, generare economia il cui fine non sia il profitto(o non solo), ma un fine sociale. Il profitto non è soltanto monetario, ma è anche profitto il produrre utilità sociale. Bisogna far crescere questa economia sociale. Bisogna disciplinare le attività puramente finanziarie, mettere una piccola tassa su di esse.

 

Welfare: lo deve fare tutto e solo lo stato o è possibile inventare forme per esso?

 

Vi deve essere cooperazione tra le famiglie.

 

Bisogna produrre servizi che non dipendano solo dallo stato.

 

Un’inventiva che corregga e riformi il capitalismo, questa è probabilmente la sfida.

 

Per quanto riguarda il sindacato, non tutele più! Ma il sindacato deve tutelare? Il sindacato deve fornire possibilità, non solo tutelare. La partecipazione al sindacato è una autotutela, non deve diventare una burocrazia.

 

O il nostro paese riesce a cambiare il paradigma tecnologico, o faremo fatica.

 

Si, dobbiamo difendere il made in Italy, ma dobbiamo innovare e se la flessibilità diventa una condizione del lavoro, la formazione permanente diventa essenziale. Non ho ricette, dobbiamo seguire delle piste e vedere cosa succederà, dobbiamo cominciare a pensare a qualche traccia e seguirla.

 

Le riforme scolastiche sono sempre state fatte, compresa l’ultima solo per spendere meno.

 

L’energia: forse bisogna ragionare per andare su nuove forme di nucleare.

 

Se voglio dare dignità al lavoro ed alla persona, il tema della sobrietà diventa essenziale. Bisogna cambiare stile di vita per vincere la tendenza all’edonismo che è poi tendenza al nichilismo.

 

Il problema è l’esagerazione del piacere. Dobbiamo introdurre il concetto del limite, del buono, del giusto, dell’essenziale.

 

Per me il lavoro e sia un bene che un problema, tutte e due le cose. Il lavoro è fatica, il problema è il perché è fatica. Il lavoro comporta anche un elemento di sofferenza, se penso che il lavoro sia senza fatica, allora non c’è lavoro. Il lavoro è faticare, non solo in senso fisico. Il lavoro è quindi un bene antropologicamente per l cooperazione con gli altri, ma è anche un male come fatica.

 

Si parla adesso di “Deng Economy” (vedi Loretta napoleoni), che è una valorizzazione del sistema cinese, cioè il partito che da tutto a tutti, ma per me non vale, bisogna però cambiare stile di vita.

 

La questione ambientale può rappresentare nuove forme di lavoro.

 

Il problema futuro sarà la crisi alimentare, l’agricoltura ritornerà ad essere un elemento determinante anche nel mondo occidentale.

 

Alla fine, però, vi è sempre la responsabilità personale.”

 

 

 

Viene posta una nuova serie di domande:

 

Mario: Penso che in Italia siamo arrivati al punto che tutti insieme dobbiamo fare uno sforzo comune per inventare qualcosa: Porci degli obiettivi convergenti verso un punto. Allora, con questa grossa fatica che dobbiamo fare come italiani, riusciremo a levarci da questo pantano.

 

Francesco: Sono in pensione. Sul volontariato: se non vado a cercare nessuno me lo propone, ma le strutture pubbliche perché non riescono ad inventare qualcosa per mettere insieme tutte queste persone, per farci sentire un popolo Dario: Domando al cristiano Pezzotta, ma gli imprenditori cristiani dovrebbero avere come scopo il mondo cristiano come mondo di lavoro alternativo, ma allora noi come possiamo proporre qualcosa ai giovani?

 

Carmelo: L’imprenditore cristiano! Sono un piccolo imprenditore e vado avanti, ma con tanta fatica. Mio figlio non continuerà, troppa fatica. Le piccole aziende hanno bisogno di aiuti, non tanto e non solo in termini economici, ma il Parlamento non può portare a maggiori rapporti con le università e cosi via?

 

Risponde l’on. Pezzotta:

 

Noi Abbiamo un sistema politico che impedisce di cambiare il paese, troppi litigi, ma che non servono a nulla. Per affrontare la crisi occorrerebbe una capacità della politica di convergere, non divergere, ma allora bisogna saper ascoltare e discutere del problema.

 

Bisogna fare riforme profonde che vanno a toccare la carne viva.

 

Le pensioni vanno modificate.

 

Le province vanno abolite, non per i costi, ma per semplificare.

 

Ma tutte queste cose si fanno se si fanno insieme.

 

La manovra non mi piace, ma è necessaria e dovrebbe essere fatto con dei cambiamenti, solo che non è possibile fare cambiamenti.

 

E’ insieme che si ricostruisce e si cambia.

 

Dobbiamo ricostruire una idea di Italia, dobbiamo rafforzare l’idea dell’Europa che è un mercato di 500 milioni di persone ed è quindi competitiva sul piano internazionale.

 

Riguardo ai pensionati, la mia idea è quella di una flessibilità in uscita, vado in pensione quando lo decido io.

 

Non so se tocca all’ente pubblico assistere i non autosufficienti.

 

Gli anziani possono essere una risorsa sul terreno dell’animazione sociale e culturale.

 

Cosa deve fare un imprenditore cristiano? Ognuno di noi deve fare bene il suo ruolo di stato, bene, con onestà, ma anche con libertà. Deve rendersi conto dei suoi limiti, ma fare bene.

 

Se un imprenditore fa bene il suo lavoro garantisce lavoro.

 

La Chiesa: la mia Chiesa, anche rompendomi le scatole, deve continuare ad annunciare il Vangelo, Questa è la missione profetica della Chiesa. Anche verso i miei figli, anche verso i miei nipoti. L’annuncio del Vangelo è essenziale per la mia Chiesa, di cui faccio parte. Non chiedo alla mia Chiesa di dirmi dove devo andare (economicamente, politicamente), ma di annunciarmi la verità.

 

Qual è la speranza per noi cristiani: è quella del compimento della creazione, dell’arrivo del Regno, della sua completezza. La convinzione del Suo ritorno, non la leggerezza delle parole.

 

La filantropia non risolve i nostri problemi, va vista nella visione cristiana verso la completezza del mondo in Cristo.

 

Piccole imprese: è vero vi sono grandi disattenzioni generali, non riusciamo a pensare che anche fare l’imprenditore è un lavoro. Questa idea va modificata, in un sistema come il nostro, di piccole imprese, deve modificarsi.

 

Ma per poter cambiare le cose vi è un problema di fondo,la questione educativa: chi educa e a chi. La scuola istruisce, ma educare? E’ importante. La sfida sta molto sul terreno dell’educare, non al benessere, ma alla vita buona.”

 

 

 

Si sospende la riunione per la Santa Messa ed il pranzo comunitario.

 

 

 

Alle ore 15.00 la riunione riprende per la sua seconda parte.

 

Interviene Ciro che ringrazia i partecipanti al pellegrinaggio MASCI Piemonte per la Santa Sindone e comunica che i contributi sono stati devoluti al progetto del Togo.

 

 

 

Interviene Mauro e presenta la sua relazione sull’anno trascorso:

 

“Guardate lontano, e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancora più lontano”

 

Inizio la relazione annuale con questa citazione di B.P. perché  il nostro Movimento sia a livello Nazionale ma soprattutto a livello Regionale si stia proprio muovendo in quella direzione.

 

 

 

Per il nostro tema triennale siamo partiti lo scorso anno a riflettere su VITA AFFETTIVA E FRAGILITA’ UMANA, che ha messo in luce e  cercato di “valorizzare” le nostre debolezze: un grande lavoro che ha fortemente coinvolto  tutte le comunità della Regione, portando alla realizzazione della pubblicazione che ha riunito e resi organici  tutti i lavori delle Comunità  e che è stato il nostro importante contributo al grande evento del SINODO DEI MAGISTER  ad Alghero. Questo si è realizzato attraverso i tre momenti forti ormai tradizionali per i nostri incontri regionali:

 

 

 

La giornata dello spirito di Druento , L’Assemblea regionale di Rivoli ed il Campo estivo  di Susa.

 

 

 

Il Sinodo dei Magister di Alghero è stato un momento  estremamente importante e programmatico per il MASCI nazionale; ha visto il Piemonte presente con una grandissima partecipazione , eravamo  in 34 A.S. in rappresentanza di 12 comunità.  Siamo tornati dal Sinodo ben sapendo che continuando su quella traccia aperta  avremmo davvero potuto  rinnovare e migliorare il nostro Movimento. Lì davvero abbiamo guardato lontano……

 

 

 

Proseguendo nella linea programmatica approvata ad Alessandria  quest’anno stiamo crescendo  e ci stiamo formando sul tema. LAVORO FESTA ABILITA’ MANUALE.

 

Considerando il momento storico che stiamo vivendo ritengo che nulla poteva essere più attuale.

 

Le comunità si sono incontrate una prima volta ad Oropa presso il Santuario, dove a gruppi è iniziato l’approfondimento della tematica e poi gli interventi ci hanno arricchito di spunti su Festa e Lavoro.

 

Oggi siamo alla seconda tappa: abbiamo sentito l’autorevole intervento dell’Onorevole Pezzotta che da un punto di vista particolarmente privilegiato e professionale ci ha aiutati ad ulteriormente approfondire il tema .

 

Da domani di comunità cammineremo su questa strada per giungere al campo estivo – a questo proposito ringraziamo la comunità di S. Francesco al Campo che si è resa disponibile all’organizzazione  e che ci aspetta tutti dal 2 al 4. luglio - naturale sintesi ormai da anni del nostro cammino annuale.

 

Sempre guardando lontano ecco ormai all’orizzonte il tema di cittadinanza e servizio che ci aspetta nel 2011 ed anche in questa caso quasi profeticamente lo analizzeremo nel 150entesimo anniversario dell’Unità d’Italia,  evento che ritengo debba essere un forte stimolo per ragionare di servizio cittadinanza impegno sociale/ servizio (Route  ?)

 

E’ ormai tradizione per la  nostra Regione lavorare per programmi triennali e con una progettazione. Questa tipologia di lavoro è  la base che ci permette di raggiungere  gli importanti risultati  a cui ormai siamo abituati e concorre a creare un filo conduttore tra le nostre Comunità che consente a tutti di  vivere l’esperienza del Movimento  superando i confini del proprio gruppo, sentendoci davvero parte di una fratellanza scout che concorre a rendere questo mondo “un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”.

 

 

 

Ecco ora gli ambiti dove stiamo realizzando il nostro impegno.

 

E’ sempre più radicata e reale la collaborazione e la stima che ci unisce all’Agesci regionale tanto che l’Assistente Ecclesiastico regionale dell’Agesci  Padre Giovanni Gallo ha accettato con grande disponibilità anche l’incarico di nostro Assistente: di questo lo ringraziamo molto e contemporaneamente credo di interpretare il pensiero di tutti  nel dire  un grande grazie a don Aldo che per anni, nonostante i sui innumerevoli impegni ci ha seguiti per quanto possibile, e soprattutto ci ha sempre tenuti presenti facendo comunque sentire il Movimento inserito nella struttura ecclesiale.

 

Non si tratta però di un saluto definitivo, perché siamo  sicuri che don Aldo resterà nel nostro Movimento. Abbiamo collaborato al Convegno Capi di Vialfrè occupandoci della cucina – si è trattato di sfamare una notevole numero di giovani capi affamati- ma sempre in quell’occasione siamo anche stati presenti con momenti di riflessione e preghiera comune.

 

Ormai è  consolidata la collaborazione alla base di Cantalupa ed ancora l’importante progetto della pista ciclabile e del Parco B.P. a Torino  che ci vede impegnati a fianco dell’Agesci per portarne a compimento la realizzazione.

 

Questi eventi sicuramente importanti per se stessi lo sono, credo, ancora di più se li vediamo inseriti in un progetto più ampio che porti ad immaginare una vicinanza ed una stima sempre  crescenti che potrebbero essere le basi per poter un giorno ragionare insieme di educazione permanente degli adulti.

 

 

 

La nostra impresa Tappi ha  assunta ormai grandi dimensioni, potete vedere i numeri sul nostro sito. Ma  nella sostanza vorrei sottolineare come questo progetto sia davvero una grande testimonianza che il Masci rende  di quanto sia possibile realizzare grandi imprese partendo davvero da piccole cose.

 

Da questo grande impegno prendo spunto per ricordare quanto importante sia il supporto operativo che il centro servizi  Idea Solidale ci fornisce e ci permette di poter realizzare i nostri progetti.–porterei ad esempio alcuni dati:94 giorni il mezzo a disposizione nel 2009 e 60 gg sino ad ora nel 2010 per la raccolta tappi  oltre altri utilizzi per via Francigena, Sindone. F.B.  con il pulmino, poi diversi stampati tra cui la pubblicazione del numero unico dedicato al  polo di eccellenza, realizzazione del   sito ed altri interventi  - che sostenendoci logisticamente Grande impegno la Regione ha anche posto quest’anno per gestire la Route di questa estate  sulla via Francigena e quella di 15 giorni fa come pellegrinaggio alla Santa Sindone, sia  per gli A,S, che hanno partecipato sia per coloro che si sono impegnati nella logistica è stato   sicuramente un momento importante di crescita e confronto con altri A.S.  provenienti da diverse regioni.

 

 

 

Altro momento rivolto alla crescita e alla condivisione di esperienze per tutti gli A.S. é stata l’organizzazione e la gestione del campo di competenza sul Creato tenutosi a Pianezza; anche in questo caso momento particolarmente apprezzato dai partecipanti soprattutto per lo stile e gli importanti stimoli presentati.

 

In tutte queste occasioni abbiamo guardato e stiamo guardando lontano ma……. Non basta, ci ricorda B.P.

 

E proprio per questo siamo qui con  progetti e sogni sui quali vogliamo impegnarci e guardare ancora più lontano :

 

 

 

Partiamo dal progetto sviluppo: La Regione Piemonte già da tempo aveva pensato di organizzare  e rendere organico il tema dello sviluppo, infatti da alcuni anni esiste nella nostro regione l’incaricato allo sviluppo. Quest’ anno il Movimento a livello nazionale ha scelto di “investire “ su questo tema chiedendo prima di tutto alle regioni di  formalizzare una “PATTUGLIA SVILUPPO” . Anche la regione Piemonte si è attrezzata e ha partecipato al primo work shop sul tema che si è tenuto a Fara Sabina dove abbiamo raccolto degli spunti interessanti.

 

La pattuglia si sta muovendo concretamente su alcune linee :

 

quale proposta presentiamo,

 

la centralità dell’educazione permanente,

 

l’autonomia delle comunità come centro di educazione permanente e primo nucleo dello sviluppo ,

 

quale contatto con l’Agesci?.

 

Sviluppo va inteso come lo strumento per portare a più persone possibili la nostra proposta di crescita ed educazione permanente, finalizzata a diventare sempre di più dei buoni cristiani e quindi dei buoni cittadini. Per questo è necessario trovare gli strumenti più idonei per far conoscere e promuovere la nostra proposta. L’obiettivo finale non è crescere numericamente, ma offrire a tutti il nostro metodo.

 

 

 

 La formazione, questo termine  inflazionato  che sovente utilizziamo per identificare una serie molto vasta di attività, è un altro aspetto del nostro Movimento che la Regione , durante l’ultimo Co. Re., ha deciso di approfondire e per questo motivo ha formato una commissione  che ha iniziato a lavorare. Durante questa assemblea ci proporrà un primo documento di stimolo alle comunità per poter costruire una proposta da presentare al Nazionale.

 

Ma anche il più articolato e completo documento  su questo tema non potrà mai avere successo se tutti noi, e permettetemi i Magister in primo luogo, non saremo convinti che “vale la pena investire in formazione” vale a dire prendere in considerazione la partecipazione agli eventi proposti,

 

E’ indispensabile considerare questi campi rivolti prima di tutto a  noi e non ad altri e soprattutto essere convinti che è sempre il tempo di mettersi in gioco e crescere.

 

 

 

Io credo che la nostra regione sia una regione viva che posso offrire degli stimoli alle Comunità e al Movimento nel suo insieme; ma questo è stato possibile solo grazie ad una condizione: tutti gli A.S. e le comunità si sono sentiti parte di questi progetti e in questi progetti si sono spesi.

 

Per questo è davvero di cuore che ringrazio tutti voi per l’impegno e la passione  che avete dimostrato in queste attività.

 

Ora  permettetemi un ringraziamento speciale a Francesco con il quale ho collaborato benissimo e che sempre con la massima disponibilità accetta le mie deleghe…….. e soprattutto perché ha accettato di mettersi ancor di più in gioco candidandosi come CONSIGLIERE NAZIONALE una candidatura importante per il Piemonte proprio perché riteniamo che questo nostro stile di partecipazione  vada esportato e presentato a tutto il movimento.”

 

 

 

Relativamente all’Assistente Ecclesiastico Regionale Mauro comunica che è stata richiesta ai competenti organi ecclesiastici la nomina di Padre Gallo ad A E del MASCI Piemonte.

 

 

 

Viene presentata la mozione “sostegno partecipazione agli eventi formativi”, Mauro ne spiega la storia e la necessità di poter aiutare quanti vorrebbero partecipare ad eventi formativi, ma sono in quel momento impossibilitati per difficoltà economiche sopravvenute. Spiega anche la necessità di conservare al massimo la privacy, data la delicatezza del sostegno.

 

La mozione viene discussa e si procede alla votazione che approva all’unanimità la mozione presentata.

 

 

 

Mimma presenta il Bilancio Consuntivo dell’anno trascorso:

 

 

 

Vedi Allegato

 

 

 

Dopo alcune precisazioni si procede alla votazione del Bilancio consuntivo 2009 che viene approvato con 99 voti favorevoli su 99 votanti.

 

 

 

Mimma presenta allora il Bilancio Preventivo 2010:

 

 

 

Vedi Allegato

 

 

 

Si discute sulla previsione di bilancio e Alessandro chiede di aggiungere200 euro per gli eventi formativi.

 

Mauro inoltre ricorda che ci era impegnati per un massimo di 500 euro come sostegno al parco di B P.

 

 

 

Il Bilancio preventivo viene approvato all’unanimità dei votanti.

 

 

 

 

 

Mauro comunica che, come da Statuto, ogni Regione ha la possibilità di presentare sino a tre candidati al Consiglio Nazionale (non necessariamente della propria Regione), oltre ad un candidato alla Presidenza Nazionale ed un candidato al Segretariato Nazionale.

 

 

 

Propone quindi i nomi di Riccardo Della Rocca come Presidente Nazionale, Alberto Albertini come segretario Nazionale e Francesco Bosticardo (Piemonte), Bruno Magatti (Lombardia) e Giorgio Zaccariotto (Friuli-Venezia Giulia) come candidati al Consiglio Nazionale.

 

 

 

Mauro precisa che la votazione odierna non vincola assolutamente la votazione dei delegati che andranno per le varie Comunità del Piemonte all’Assemblea Nazionale, poiché il voto è segreto e personale.

 

 

 

Francesco si presenta e espone le sue motivazioni come candidato a Consigliere Nazionale:

 

 

 

Vedi Allegato

 

                         

 

Mauro presenta Riccardo e Alberto e le motivazioni che sostengono la loro candidatura.

 

 

 

Si discute al riguardo, anche pensando ai candidati che potranno presentare altre regioni ed alle sinergie che si potranno creare con il Piemonte.

 

 

 

Le votazioni sui candidati hanno dato il seguente risultato:

 

per Riccardo Della Rocca, favorevoli 95, contrari 0, astenuti 4;

 

per Alberto Albertini, favorevoli 81, contrari 14, astenuti 4;

 

per Francesco Bosticardo, favorevoli 99, contrari 0, astenuti 0;

 

per Bruno Magatti, favorevoli 93., contrari 0, astenuti 6;

 

per Giorgio Zaccariotto, favorevoli 94, contrari 0, astenuti 5.

 

 

 

I candidati saranno quindi tutti presentati dalla Regione Piemonte avendo superato il quorum necessario nelle relative votazioni deliberative.

 

 

 

Alessandro presenta il lavoro e la mozione che , su mandato del Consiglio Regionale era stata preparata su: “Adulti scout testimoni competenti nella Chiesa, nella società e nel mondo”.

 

 

 

Vedi Allegato

 

 

 

Alessandro propone di votarla come accettazione di massima e chiede alle Comunità di mandare entro il 20 Giugno le loro collaborazioni al riguardo.

 

 

 

Mauro esplicita che non si tratta di un lavoro finito, ma di una base di lavoro da integrare con gli interventi delle diverse Comunità per presentare una proposta regionale all’Assemblea Nazionale.

 

 

 

Si discute sulla mozione, si dice che al campo estivo se ne parlerà meglio.

 

La mozione viene votata con 96 voti favorevoli, 0 contrari e 3 astenuti e viene quindi approvata.

 

 

 

Mauro ricorda che bisogna mandare entro fine Giugno i nomi dei nostri delegati. Propone di mandare i nomi dei Magister salvo variazioni da fare prima dell’Assemblea Nazionale.

 

I delegati cui ha diritto il Piemonte sono 16, uno per Comunità poiché non vi sono Comunità con più di 25 membri, oltre al Segretario Regionale ed all’Assistente Ecclesiastico e quindi 18 in totale.

 

 

 

Fiorella ed Alessandro presentano un’altra mozione per proporre il Piemonte come sede dell’Assemblea Nazionale del 2013.

 

Si discute sulla mozione, si tratta di una forte occasione per il Piemonte, ma non deve esser presentata entro pochi giorni. Si ritiene quindi che è meglio studiare bene la fattibilità di una proposta del genere, anche perché al Consiglio nazionale bisogna presentare un progetto finito con costi, bilanci e tutto il resto. Luciano si propone come tramite con il C N per avere le caratteristiche minime che un evento del genere deve presentare.

 

 

 

(emendamento): …. * costituire una commissione che organizzi i dati necessari e predisponga un progetto formale per arrivare ad avanzare in tempo utile …. 

 

 

 

La mozione viene votata con l’emendamento ed approvata con 94 voti favorevoli, 0 contrari e 5 astenuti.

 

 

 

Maria Teresa presenta la Pattuglia regionale per la Formazione ed il lavoro che dalla pattuglie è stato fatto chiedendo di mandare le osservazioni prima del Campo Estivo.

 

 

 

Vedi Allegato

 

 

 

Si ricorda ancora di mandare documenti per il Sito e chi ha fatto dei tabelloni di portarli al campo.

 

 

 

Alle ore 17.45, dopo la preghiera conclusiva, l’Assemblea viene chiusa.

 

 

 

                                                                                                                      Firmato in originale

 

 

 

Il Presidente

 

Il Segretario